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Pescare al Mare il Pesce Palla

Il pesce palla è un tipo di pesce di mare dal corpo massiccio e affusolato, ricoperto da numerosi aculei; la lunghezza massima che può raggiungere è di 80 cm con un peso massimo di sei chili. Il colore del dorso può essere bruno-olivastro o grigio ricoperto da macchie chiare, il ventre è giallognolo o bianco; sui fianchi si notano alcune bande verticali scure. La pinna dorsale e quella anale sono piccole e non particolarmente forti e resistenti, caratteristiche che non gli permettono di nuotare facilmente e ad alta velocità; pur non essendo un ottimo nuotatore, anche per via della rigidità del proprio corpo, il pesce palla non risulta avere predatori poiché dotato di ben due efficaci sistemi di difesa: se attaccato, è in grado di trasformarsi ingurgitando rapidamente grandi quantità di acqua o aria, gonfiandosi notevolmente e diventando molto grosso, quindi difficile da inghiottire anche per predatori di grosse dimensioni; inoltre la sua carne contiene la tetradotossina, un veleno molto potente, che inibisce la funzione respiratoria portando rapidamente alla morte.

Pesce Palla dove vive

Il pesce palla vive nelle acque costiere, anche internamente a baie ed estuari, fino a una profondità di 60 metri; è un pesce abbastanza solitario, che ogni tanto si riunisce in piccoli gruppi.

pesce palla foto

Come pescare in mare e tecnica di pesca per il Pesce Palla

I pesci palla si possono pescare a fondo.

Esca per la pesca in mare, esche per il Pesce Palla

L'esca principale è il crostaceo ma vanno bene anche altre esche naturali come i molluschi.

Utilizzo del Pesce Palla in cucina

Il pesce palla è un prodotto della pesca tipicamente orientale, molto ricercato ed estremamente costoso in Giappone poichè considerato pregiato (ad Osaka gli hanno addirittura dedicato un museo), ma può essere velenoso. A causa di ciò, dal 1992 in Italia ne è stato proibito il commercio a scopo alimentare. Sembra però che, arrivando dal canale di Suez, se ne sia propagata anche nei nostri mari una specie velenosa. La tossicità del pesce palla varia a seconda della specie, delle stagioni e delle diverse località geografiche, e le carni di molti tra i pesci palla esistenti - di cui se ne distinguono 185 specie - solitamente non sono mortali, ma sono difficili da riconoscere. Siccome il veleno non viene prodotto direttamente dal pesce, ma da alcuni batteri che si trovano nel cibo che questi ingerisce, il pesce allevato in cattività e quindi con un'alimentazione controllata, non è tossico. E' uno degli animali più velenosi che esistano, dato che questo pesce possiede, all'interno dei propri organi, una dose letale di tetradotossina, un veleno per cui non esiste antidoto, molto più potente del cianuro: ogni pesce ha nel suo corpo una dose tale da uccidere circa 30 persone adulte. Un milligrammo di tetradotossina è sufficiente ad uccidere una persona: provoca paralisi, convulsioni, blocco cardiorespiratorio. Il primo sintomo di intossicazione affiora con un leggero intorpidimento della lingua e delle labbra, già 20 minuti dopo aver ingerito il pesce avvelenato. I sintomi successivi possono essere mal di testa, dolore allo stomaco o al fegato, nausea, vomito, diarrea, addirittura difficoltà a camminare. Il secondo stadio dell'intossicazione si presenta con una paralisi grave, l'ultimo stadio si manifesta con la paralisi totale, ma la vittima può rimanere cosciente e lucida fino a poco prima della morte, che avviene mediamente in 4-6 ore. Il pesce palla è oggetto di numerose preparazioni culinarie, sia crude sia cotte, anche se, per palesi motivi, in Italia non sono particolarmente conosciute. Il fugu (pesce palla in giapponese), come si diceva precedentemente, è una specialità molto nota in Giappone, servita come sashimi - ricetta in cui il pesce viene sfilettato e servito crudo - da cuochi diplomati in grado di trattare le carni del pesce palla eliminando le parti velenose. In questa preparazione il pesce è affettato così sottilmente che si può veder trasparire la decorazione del piatto attraverso la disposizione delle fettine. Per servirlo vengono adoperati piatti molto colorati e con maestose decorazioni in modo da appagare anche la vista. Un altro modo per servire il pesce palla è fritto (fugu karaage) oppure stufato con le verdure (fuguchiri o techiri), ma in questo caso il gusto leggero del pesce viene smorzato da quello delle verdure e della salsa. Le pinne del pesce palla vengono tradizionalmente servite nel saké caldo. Anche i testicoli, nonostante siano tossici, possono essere mangiati se trattati con le dovute cautele. Essi contengono un liquido latteo, hanno un sapore leggermente salato e sono considerati potentemente afrodisiaci. Se liberata dalle spine, anche la pelle può essere mangiata in insalata. Il pesce palla è un pesce bianco, dalle carni delicate, ma chi lo ha assaggiato spesso non ne è rimasto molto soddisfatto. La sua fama, in tutta probabilità, è più legata alla pericolosità, al brivido del rischio, piuttosto che alla bontà delle sue carni. Il veleno si trova in quasi tutte le viscere, ma soprattutto nel fegato e nelle ovaie. Il Ministero della Salute ha stilato una lista di tutti i fugu commestibili - una ventina circa - e per ognuna vengono stabilite quali sezioni possono essere consumate e quali no. Un errore nel taglio o il non individuare con esattezza quale specie di pesce palla si stia preparando può essere fatale e, per questo, è stata imposta agli chef giapponesi una particolare licenza per poter cucinare questo pesce, rilasciata dal Ministero stesso. Capita sempre, però, che qualche incosciente, per il gusto del rischio, catturi e prepari il pesce palla da solo o assaggi il fegato; così, ogni anno, decine di persone perdono la vita per intossicazione. Se non si possiedono conoscenze ben precise, è consigliabile non consumarlo nè toccarlo - proprio perchè il veleno è presente anche nelle spine della pelle - e nemmeno ributtare in acqua quelli morti poiché possono avvelenare i predatori di carcasse.

 

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